La colazione per il TRIATHLON olimpico e sprint

Annalisa/ Aprile 20, 2021/ Annalisa/ 0 comments

Quando di parla di triathlon ci sono molte variabili, prima fra tutte la distanza di gara e a seguire l’orario di partenza, per approfindire al meglio partiamo dalle cose semplici:  le distanze corte!

in media uno sprint dura circa un’ora per un professionista, in media 1:20′ per un trialteta amatore di medio livello, mentre un olimpico dura circa 2:20′ , sempre per l’amatore medio.

Partenza circa alle 10 di mattina, il mio consiglio principale è quello di non esagerare con la colazione e soprattutto non cambiare le abitudini assunte durante gli allenamenti.

Ricordatevi di testare la strategia di alimentazione e di integrazione durante gli allenamenti, evitando di fare modifiche improvvise la mattina della gara.

Due ore (anche due ore e mezza) prima della partenza dello sprint

  • 4 fette biscottate spalmate con marmellata e burro di cocco, per i più coraggiosi anche del succo di barbabietola rossa
  • 2 fette di pane con miele e mirtilli

Tre ore (abbondanti) prima della partenza dell’olimpico

  • 4 fette biscottate spalmate di marmellata o miele, con aggiunta di ricotta o altro formaggio fresco leggero e digeribile, e 3 noci
  • 4 fette biscotate spalmate di burro di arachidi, un succo di frutta
  • 2 fette di pane non integrale con del prosciutto crudo sgrassato e un succo e 3 noci
  • porridge di avena, sia in versione overnight (avena + bevanda vegetale di riso o avena, messe in frigo la sera prima) che cotto al momento (avena in fiocchi + bevanda vegetale, messe in un pentolino fino a formare una “pappetta”)

Come sempre thè verde o caffè, preferibilmente americano, per favorire il reintegro di liquidi dopo la notte di sonno.

Nel caso della distanza olimpic a consiglio una borraccia con 350 ml circa di acqua e 40/50g di Vitargo®, circa mezz’ora prima della partenza, per avere energia a lento rilascio che copra la frazione nuoto. Questo consiglio vale soprattutto nel giorno di gara, visto l’aumentato consumo calorico dato dall’agitazione e dai vari spostamenti tra zona cambio e partenza del nuoto.

 

 

 

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